“CAPANNINA” IL NOME CONOSCIUTO IN TUTTO IL MONDO

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“CAPANNINA” IL NOME CONOSCIUTO IN TUTTO IL MONDO

 

Uno degli ultimi giorni di lavoro alla costruzione del nuovo locale di Franceschi, i falegnami e i pittori si affannano, avanti e indietro, segando e piallando o cercando con fatica la giusta tonalità di quel verde così speciale, che insieme all’arancione e all’avorio diventerà il colore base del posto per molti e molti anni a venire.

Un gruppo eletto di futuri frequentatori assiste tranquillo, senza turbarsi di fronte alle fatiche proletarie. Sono i giovani più cari al cuore di Achille Franceschi. Di chi si tratterà? Dei brillanti fratelli Visconti di Modrone? Delle deliziose sorelle Arrivabene Gongaza, la bella Vicky e l’affascinante Madina? Di Castelbarco Albani? Sicura è la presenza dell’ambasciatore Orazio Pedrazzi e dei due fratelli Da Cepparello.

Tutti sono compresi nel compito storico affidato loro dal proprietario: trovare un nome alla ex-baracca. Si tratta del giro dei più raffinati e “à la page”, quelli cui tutto è permesso, quelli dalle cui labbra Achille, l’anarchico snob, pende, quasi innamorato di tanta elegante e “souplesse”.

Eleganti automobili degli ultimi modelli sono sparse sulla terra battuta intorno, insieme a semplici, sportive biciclette e a stupende carrozze con cocchiere.

Diversi nomi si alternano, mentre il giovane gruppo di eletti si rinfresca con bicchieri di vino offerti dall’affezionato anfitrione, che nel frattempo si chiede: “Ma questi quando mai me li pagheranno? Sono fatti così… forse i soldi li vedrò l’anno prossimo…”.

Le sorelle Suarez tengono banco. Le ipotesi più diverse si alternano.

Achille interviene dicendo loro che quel locale sarebbe stato la loro casa sostenendo: “Nasce solo per voi, per mettervi a vostro agio, per riunirvi coi vostri simili. Fatemi l’onore di battezzarla! Gradite ancora una bottiglia di freschissimo Candia?”.

I graditi ospiti assentono, quasi distratti, tenendo i bicchieri scompagnati. Sono abituati agli omaggi di Achille.

I più anziani propongono nomi antiquati, gli altri, nomi strampalati ed esotici. Le discussione si trascina inutilmente. L’ambasciatore Pedrazzi s’è già rassegnato e ormai sta zitto, ma le Suarez non demordono.

Infine, Manuelita Suarez si alza in piedi e in modo deciso propone prima dei nomi assurdi, come l’Harem della bajadera, il Maniero della fate, l’Alhambra, La Capannuccia, dichiarando che in effetti non è altro che una “capanna”. Si aggiunge la sorella dicendo che è infatti: “Una cabana assai pequena!”.

Finalmente, conclude Manuelita proponendo il modestissimo nome: la Capannina, la Capannina di Franceschi. E il nome fu. Con un gesto delicato e nonchalant, versa un goccio del suo vino sul ristico legno. Ci siamo, è il battesimo.

Applausi generali. E’ nato un nome che durerà per più di ottant’anni, farà il giro del mondo, ispirerà libri e film, resterà nella storia come simbolo di raffinato divertimento e sublime eleganza.

 

 

Estratto da:

“Mille Cuori e una Capannina” – 80 anni di storia dei protagonisti della Versilia.

di Loretta Grazzini, Romano Editore

Libro: www.ibs.it/mille-cuori-capanna-80-anni-libro-loretta-grazzini/e/9788896376072

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