I SEGRETI DEL SUCCESSO. LA CAPANNINA DI FRANCESCHI

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I segreti del successo. La Capannina di Franceschi

“Un secolo! Dobbiamo pensare al Centenario. Te lo immagini come sarà tra dieci anni?” Gherardo Guidi, Grande ufficiale della Repubblica, siede alla propria scrivania in quella che un tempo era la camera da letto di Nevio Franceschi, al piano nobile della Capannina. La Signora della notte. Sorride. Osserva una fotografia del 1977.

Carla e Gherardo Guidi, proprio in questa stanza. “Io ho sedotto la notte, ma la Capannina ha sedotto me – chiosa -.  E pensare che non volevo prenderla. Per due volte me l’hanno proposta e per due volte ho detto no. Poi…” Prima di iniziare questa narrazione gli leggo un elenco di nomi. Les Folies Bergèrè è del 1869.  Le Chat Noir del 1881, il Moulin Rouge del 1869.
Sono i locali del cabaret e dello strip tease, dove i parigini ascoltavano il jazz. Non sono paragonabili ai locali dell’aperitivo, della cena, dei concerti, del Pianobar, del ballo. Proseguo. Las Vegas nasce del 1905, diventa città nel 1911, capitale dell’azzardo nel 1931, patria di Bugsy Siegel nel 1946…E ancora. New York. Lo Stork club aprì nel 1929 ma chiuse definitivamente nel 1965.  Il Cotton Club è del 1923, ma anche in questo caso è qualcosa di diverso. El Morocco è degli anni ‘30. Il Copacabana del 1940. Il Roslyn ha chiuso. The Cave, la sala sotterranea del Grunewald Hotel di New Orleans, nel 1912 ha cancellato il ballo. Perdonami se parto da qui. Ma se si esclude la Webster Hall della Grande Mela che dal 1886 ospita matrimoni, musica dal vivo, incontri pubblici, attività come quella del comitato di Sacco e Vanzetti e balli mascherati, sai cosa emerge? Che la Capannina di Forte dei Marmi è il secondo locale più longevo del mondo, il primo in assoluto a livello europeo. E allora ti chiedo: “Esiste un elisir? Qual è il segreto di questo successo?”
“Posso dirti qual è la linea Guidi – risponde secco -. Ho studiamo musica, mi sono dilettato nel fare il batterista, poi qualche anno fa…mi è capitato di diventare gestore di sale da ballo. E sai cosa ti rispondo? Che un segreto c’è.”

Il momento diventa solenne. È iniziato luglio e manca solo questo testo per mandare in stampa il primo libro ufficiale della storia della Capannina. “La musica dal vivo sentenzia Gherardo Guidi -. Le vedette, le orchestre, il ballo. Perché vedi, la musica elettronica è bella, ma è sempre perfetta in maniera innaturale, è suonata da un grammofono moderno. Ma la musica dal vivo… Non ce n’è più per nessuno. Da quando sono al timone della Capannina ho visto affermarsi sette-otto mode, ma sempre lì poi si torna. E devi essere bravo e fortunato a sbagliare il meno possibile. Perché basta un attimo. Ho visto tanti, tantissimi dire “arrivederci”. Ma la Capannina è sempre qui. E ci sarà ancora tra dieci anni”.
Lui non lo dice. Ma non ci vuole poi molto per notare che la “Capanna”, come viene affettuosamente chiamata da generazioni, è anagraficamente più della famiglia Guidi di quanto non sia stata nel suo insieme dei Franceschi. Eppure….. Eppure quando uno arriva sul lungomare si sente a casa solo quando legge “La Capannina di Franceschi”. Perché, chiedo, hai voluto lasciare quel nome?
“Non ho mai pensato di toglierlo – risponde -. Questa è la Capannina che ha pensato, sognato e voluto Achille Franceschi, una figura per la quale ho sempre nutrito grande ammirazione. A lui, ai figli Guido e Nevio, alla signora Nella tutta la Versilia deve dire grazie. Non solo Forte dei Marmi. Ci voleva un bel coraggio, una straordinaria visione, una fibra coriacea per farla affermare. Per me e per mia moglie Carla rimarrà sempre la Capannina di Franceschi.”
Da:
La Capannina di Franceschi. Da Achille Franceschi a Gherardo Guidi. 90 anni di un mito. Ediz. italiana e inglese di Gianluca Tenti
Gruppo Editoriale
IBS: www.ibs.it/capannina-di-franceschi-da-achille-libro-gianluca-tenti/e/9788864820415

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